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Risorse del territorio
Per la sua posizione geografica e per le caratteristiche del suo territorio, Sellia Marina ha tra le sue attività preminenti quella agricola. Oltre che per le coltivazioni ortacee, pomodori, melanzane, cavolfiori ecc., favorite dal terreno di tipo alluvionale, primeggiano impianti di pescheti di qualità selezionata e di cultivar primizie, come la "Springrest", che trovano il loro mercato in tutta Europa. I terreni a pescheto coprono circa il 47% del totale coltivato, con una resa che si aggira intorno ai 200 q/a. Altre primizie di prima scelta sono le "nettarine" e le "percoche" la cui cotivazione si estende su una superficie di circa 215 ha. Buoni livelli per qualità e quantità vengono raggiunti con la produzione agrumicola ed olivicola.
Prodotti tipici
L'Agricoltura è una parte integrante del paesaggio e della cultura calabrese in generale ed in particolare del paesaggio selliese.
Predominano campi coltivati a grano, e terreni dedicati all'olivicoltura, peschicoltura e agrumicoltura, ecc.; non vi mancano pascoli magri dove ancora si possono vedere pastori accompagnare pecore, capre e mucche. Questa Terra, oltre a formare gente che sa essere accogliente e generosa, produce frutti di ottima qualità: arance, mandarini, nettarine, pesche, olive da mensa e da olio, frumento ed altri cereali di minore importanza.
Molti hanno il proprio orticello dove coltivano pomodori, melanzane, piselli, fagioli, destinati per lo più al consumo familiare, sia allo stato fresco che allo stato di conserve (sott'oli, sott'aceti, ecc.). Non è raro trovare nei pressi delle case dei graticci con i pomodori tagliati a fette messi ad essiccare al sole. A livello artigianale, pochi a livello industriale, spesso solo per la famiglia, si producono ottimi formaggi pecorini, consumati quasi sempre freschi e così ricotte ed altri latticini, ma questa sembra un'arte destinata a scomparire. Sono sempre meno presenti la figura, poco remunerativa, ma dignitosa, del pastore ed i pascoli, sostituiti, il primo da figure imprenditoriali più a passo coi tempi, anche se meno romantici, e da villaggi turistici, da case e da campeggi, a volte da un'agricoltura un po' più avanzata, i secondi.
La Terra selliese offre anche frutti selvatici come le more di rovo, che crescono lungo i margini delle strade o i confini delle campagne, le more di gelso nelle varietà bianca e nella varietà nera (probabilmente frammenti di un'antica arte dell'allevare il baco e di tesserne la seta), il fico d'india, consumati sia allo stato fresco sia in confetture e che come marmellate.
I problemi dell'Agricoltura selliese sono notevoli.
Il suolo se pur ottimo dal punto di vista fisico-chimico ed il clima per certi versi ideali, porrebbero dei seri limiti alle colture, se non si adottassero tecniche di irrigazione di soccorso, non sempre apparentemente necessarie, ma sempre comunque utili.
Il terreno è spesso in lieve pendenza e di natura limo-sabbiosa o limo-argillosa di origine alluvionale e quindi parecchio profondo, che tende a compattarsi se calpestato e ad essere eroso se non ben lavorato e drenato ed eventualmente sistemato idrogeologicamente, ad esempio le arature a rittochino, tipiche della zona, sono proprio le meno adatte, anche se le più semplici.
Tutto sommato, però questa terra "regala" frutti prelibati e primizie vendute e conosciute a livello nazionale ed europeo e ciò é e rimane un vanto per tutti gli agricoltori selliesi, che dovrebbero proteggere i loro prodotti con un marchio di provenienza, specificando inoltre se trattasi di frutta di origine biologica.